PATRIA di Fernando Aramburu

Bittori e Miren sono due donne basche, amiche e vicine di casa. I loro mariti, Joxian e il Txato, sono compagni di bevute e di bicicletta, i loro figli sono cresciuti insieme tra le strade bagnate dalla pioggia leggera della Guipuzcoa.

La loro vita procede serena nei Paesi Baschi degli anni ’70 e ’80 finché una tragedia separa queste due famiglie definitivamente: il Txato cade vittima del terrorismo sanguinario dell’ETA, probabilmente per mano di Joxe Mari, il figlio tanto amato di Miren e terrorista fanatico votato alla causa basca. Trent’anni dopo, ciò che rimane di questi due focolari ormai infranti tenta ancora di fare i conti con un passato che non passa.

Patria di Fernando Aramburu è stato il romanzo rivelazione del 2016, ha venduto milioni di copie in tutto il mondo e ne nascerà una serie TV prodotta da HBO nel 2020. Questo romanzo che fonde sangue e politica, rapporti fondati sull’omertà della tribù e il dolore che lacera le famiglie senza mai ricomporle, scandaglia in profondità il clima basco di quegli anni, la vergogna scagliata contro i parenti delle vittime costretti ad andarsene dalle loro case dopo aver subito un lutto quasi come fossero dei traditori della suprema causa indipendentista. Il microcosmo omertoso denso di rancori, minacce, spari e paure è lo sfondo del romanzo, la famiglia la vera forza che spinge avanti il mondo, più della violenza, più delle ideologie. Ma Patria è anche e soprattutto una storia di donne. Sono loro infatti i veri personaggi forti del racconto, vigorose matriarche che dominano il focolare, badano ai figli, sopperiscono alle mancanze di mariti distratti. Gli uomini sono marginali in questa storia, o perché sono morti come il Txato, o perché caratterialmente irrilevanti e irrisoluti come Joxian o perché sono in galera come Joxe Mari, che gioca a fare la guerra lasciando che siano altri, o altre, ad affrontare le conseguenze delle sue scelte.

E saranno ancora le donne, trent’anni dopo la tragedia, a guidare un percorso di riconciliazione faticoso, duro ma finalmente liberatorio e catartico. Patria racconta e descrive tutto questo, tutto il dolore, la distanza, l’umiliazione delle vittime e l’ipocrisia dei carnefici, l’ambiguità del clero basco e il fanatismo di chi dice di battersi per la giustizia usando le armi contro gli indifesi. Lo fa attraverso le azioni violente o vigliacche dei suoi uomini e per mezzo della forza, talvolta intransigente, delle sue donne. Un romanzo imperdibile, raro, epico. Un romanzo definitivo, come è stato definito dal quotidiano spagnolo La Razon. E forse, davanti a tanta grandezza, non si poteva trovare una definizione migliore.

Luca Cinciripini
Bonnyfit

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