The best of 2019

Il bello delle classifiche è che possono essere divertenti da stilare. Il brutto è che finiscono, inevitabilmente, per scontentare tutti, o quasi. Malgrado questo, o forse proprio per questo, ecco una rapida classifica del meglio che il 2019 ha offerto in termini di film, serie TV e libri. Un gioco, 10 titoli, rigorosamente in ordine sparso e divisi in categorie, scelti in maniera religiosamente parziale e arbitraria.

FILM:
Green Book: Premio Oscar al miglior film 2019, pellicola che tratta in maniera leggera (ma non superficiale…) le divisioni razziali e sociali che ancora oggi squarciano l’America. Spiccano le prestazioni maestose di Viggo Mortensen e Mahershala Ali (Oscar al miglior attore protagonista).

Parasite: la Palma d’Oro a Cannes 2019 viene dalla Corea del Sud. Un film potente, cinico, ironico, drammatico al punto di far ridere, gioca con gli spazi con una sapienza architettonica rara e assembla un cast corale di bravura sconcertante.

The Irishman: Scorsese torna e lo fa in grande stile. Sceglie Netflix, apparentemente accantonando le polemiche sulla purezza della sala, realizza un’opera di 3 ore e mezza ma soprattutto, mette assieme Al Pacino, Robert De Niro e Joe Pesci. Serve altro?

Downton Abbey: dal piccolo al grande schermo, la creatura di Julian Fellows non soffre di complessi. Un’opera elegante, raffinata, nostalgica e dalla perfezione millimetrica. Un inno alla grandezza britannica più scintillante, anche se declinante.

SERIE TV
Chernobyl: un successo planetario, il racconto drammatico delle conseguenze catastrofiche di un disastro nucleare e delle immonde responsabilità del regime sovietico. Luce livida, ricostruzioni perfette e cast straordinario.

Game of Thrones: l’evento televisivo dell’anno, la conclusione di una saga seguita fedelmente da milioni di persone nel mondo che ha rivoluzionato i canoni televisivi nel corso di 8 stagioni. Poco importa che l’ultima stagione sia una conclusione non all’altezza di tale epopea, Game of Thrones resta scolpita nella storia del piccolo schermo

Peaky Blinders: la storia della famiglia criminale Shelby, nella Birmingham degli anni ’20, raggiunge la quinta stagione e tocca picchi di virtuosismo estetico e narrativo sorprendenti. L’epopea tragica e criminale di Thomas Shelby e i suoi fratelli, nell’Inghilterra impoverita dalla Grande Depressione e tentata dai fascismi europei, ha ormai una maturità e complessità da grande serie

Metodo Kominsky: la seconda stagione di questa comedy targata Netflix si conferma a livelli altissimi. Grazie a due mostri sacri come Alan Arkin e Michael Douglas, si fa ironia dissacrante su tutto, dalla vecchiaia al sesso, fino alla morte

True detective: dopo una seconda stagione rivedibile, la terza di questo dramma antologico torna ai livelli della prima stagione. É l’Arkansas stavolta a fare da cupo sfondo alla trama

LIBRI
Lo stato dell’Unione: Nick Hornby torna in libreria con un romanzo che, come suo solito, parla di noi, ma guarda al quadro più ampio. La narrazione di una crisi matrimoniale quindi diventa il racconto di un Paese sull’orlo di una crisi di nervi per la Brexit. In fondo, che sia un matrimonio o un Regno, sempre di un’Unione in crisi si parla…

Luca Cinciripini
Bonnyfit